Le superfici decorate dell’architettura rappresentano un patrimonio complesso, spesso costituito da stratificazioni di materiali, tecniche, rifacimenti e interventi conservativi succedutisi nel tempo. Affreschi, pitture murali, intonaci dipinti, stucchi, malte, scialbi, tinteggiature e finiture superficiali raccontano la storia materiale di un edificio e costituiscono una fonte preziosa per la conoscenza, la conservazione e il restauro.
Il Laboratorio A. R. T. & CO. esegue indagini diagnostiche su superfici decorate e materiali del costruito, integrando osservazioni in situ, tecniche non invasive, microprelievi, analisi di laboratorio e documentazione fotografica. L’obiettivo è fornire dati utili alla progettazione degli interventi di restauro, alla comprensione delle fasi decorative e alla caratterizzazione dei materiali storici.

Perché analizzare malte, intonaci, stucchi e superfici decorate
Ogni superficie architettonica è il risultato di scelte tecniche, materiali e conservative. La composizione di una malta, la granulometria degli aggregati, la natura del legante, la sequenza degli strati di intonaco o la presenza di finiture pittoriche possono fornire informazioni fondamentali sulla storia dell’edificio e sulle sue trasformazioni.
Le analisi permettono di distinguere tra materiali originali e rifacimenti, individuare fasi decorative sovrapposte, riconoscere scialbi, ridipinture, strati preparatori, dorature, pigmenti, leganti e prodotti di alterazione. Possono inoltre aiutare a comprendere fenomeni di degrado quali distacchi, disgregazione, solfatazione, efflorescenze saline, umidità, alterazioni cromatiche e perdita di coesione.
Queste informazioni sono essenziali per impostare interventi compatibili, scegliere materiali idonei e ridurre il rischio di operazioni conservative non adeguate.

Superfici decorate dell’architettura
Nel caso di pitture murali, stucchi policromi e apparati decorativi complessi, le indagini diagnostiche consentono di studiare la tecnica esecutiva e lo stato di conservazione della superficie.
L’osservazione in luce visibile radente, ultravioletta e infrarossa può mettere in evidenza discontinuità, ritocchi, ridipinture, abrasioni, depositi, vernici, protettivi, stuccature e alterazioni. L’imaging multispettrale e le tecniche spettroscopiche possono contribuire all’identificazione dei materiali pittorici e alla lettura di dettagli non immediatamente percepibili a occhio nudo.
Quando necessario, piccoli campioni stratigrafici permettono di ricostruire la sequenza degli strati: supporto, arriccio, intonachino, preparazioni, pellicola pittorica, scialbi, ridipinture, finiture e depositi superficiali. Questa lettura è particolarmente utile nei cantieri di restauro, dove la comprensione delle fasi storiche orienta le scelte operative.

Analisi di malte e intonaci storici
Le malte e gli intonaci storici sono materiali eterogenei, composti da leganti, aggregati, eventuali additivi e prodotti di trasformazione. La loro caratterizzazione consente di comprendere le tecnologie costruttive, valutare la compatibilità dei materiali di restauro e riconoscere eventuali fenomeni di degrado.
Le analisi possono riguardare la natura del legante, la composizione mineralogica, la granulometria e morfologia degli aggregati, la presenza di calce aerea, calce idraulica, gesso, cementi, pozzolane, cocciopesto, sabbie naturali o altri componenti. L’esame di sezioni lucide e sottili, l’osservazione al microscopio ottico e le indagini chimico-mineralogiche permettono di ottenere informazioni di grande utilità per il progetto conservativo. Il dosaggio dei sali solubili mediante cromatografia ionica, inoltre, consente di valutare la presenza e la concentrazione di specie ioniche coinvolte nei processi di degrado, come cloruri, nitrati e solfati. Questi composti possono cristallizzare all’interno della porosità del materiale o sulla superficie, generando efflorescenze, sub-efflorescenze, disgregazione, distacchi e perdita di coesione.
Nel restauro architettonico, conoscere la composizione degli intonaci originali è fondamentale per formulare malte compatibili, evitare materiali troppo rigidi o impermeabili e rispettare le caratteristiche fisiche, meccaniche e cromatiche del manufatto.

Studio degli stucchi e delle finiture superficiali
Gli stucchi storici possono presentare composizioni molto diverse: a base di calce, gesso, polveri carbonatiche, colle, oli, pigmenti, cariche minerali e finiture superficiali. La loro analisi permette di distinguere tra tecniche esecutive, rifacimenti, integrazioni e restauri.
Lo studio delle finiture consente inoltre di riconoscere trattamenti superficiali, patine, scialbature, tinteggiature, dorature o vernici applicate in epoche diverse. In presenza di superfici stratificate, le indagini possono contribuire alla ricostruzione delle fasi decorative e alla valutazione delle eventuali possibilità di recupero.
Termografia per lo studio di dipinti, superfici decorate e materiali del costruito
La termografia infrarossa è una tecnica non invasiva che consente di osservare la distribuzione della temperatura superficiale di un manufatto e di individuare anomalie termiche potenzialmente correlate a discontinuità, distacchi, vuoti, umidità, tamponamenti, elementi nascosti o differenze materiche. Applicata ai beni culturali, può essere utilizzata sia su opere mobili sia su superfici architettoniche, affreschi, intonaci, murature, volte, pavimentazioni e apparati decorativi. Nel campo dei dipinti e delle superfici policrome, la termografia può fornire indicazioni sulla presenza di sollevamenti, difetti di adesione o interventi non omogenei; nell’architettura storica è utile per riconoscere tessiture murarie, aperture tamponate, cavità, infiltrazioni, ponti termici e aree interessate da fenomeni di umidità. I dati termografici devono essere sempre interpretati in relazione alle condizioni ambientali, ai materiali presenti e alla storia conservativa del manufatto, ma costituiscono un supporto prezioso per orientare le successive indagini diagnostiche e per progettare interventi conservativi mirati, riducendo il ricorso a saggi invasivi.

Diagnostica per il progetto di restauro
Le indagini sui materiali del costruito non sono finalizzate solo alla conoscenza storica, ma rappresentano uno strumento operativo per il restauro. Una corretta diagnosi permette di scegliere metodi di pulitura, consolidamento, stuccatura, reintegrazione e protezione più compatibili con i materiali originali.
Il laboratorio lavora in collaborazione con restauratori, architetti, enti di tutela, imprese specializzate, università e istituzioni culturali. Le campagne diagnostiche possono essere svolte in fase preliminare, durante il cantiere o a supporto della documentazione finale.

Un approccio integrato tra cantiere e laboratorio
A. R. T. & CO. dispone di strumentazioni portatili per indagini in situ e di competenze analitiche per lo studio di campioni in laboratorio. Questo consente di combinare la lettura diretta della superficie con analisi più approfondite su microcampioni selezionati.
Il risultato è una documentazione tecnico-scientifica utile alla comprensione del manufatto e alla definizione di interventi conservativi consapevoli. Ogni relazione viene costruita in modo chiaro, con immagini, osservazioni, risultati analitici e interpretazioni finalizzate alle esigenze del progetto.
Richiedi una campagna diagnostica
Se stai progettando il restauro di superfici decorate o apparati architettonici storici, possiamo supportarti nella definizione di una campagna diagnostica mirata.
Contattaci per analisi su superfici decorate dell’architettura e materiali del costruito, in laboratorio o direttamente in cantiere.
